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| Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo di Napoli |
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| ITINERARIO E |
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| Da
piazza Carità, oggi piazza Salvo D’Acquisto, si procede ancora un poco
per via Toledo e, all’altezza della "Rinascente", svoltiamo a destra
per via Concezione a Montecalvario, per raggiungere quindi la Chiesa
della Concezione a Montecalvario I lavori iniziarono nel 1720 su progetto di Andrea Vaccaro, che vi lavorò personalmente coadiuvato dall’ingegnere Giuseppe Lucchese e da Filippo Marinelli. Nel 1724 si diede inizio alla decorazione interna, tutta in stucchi, eseguita da Giuseppe Cristiano. La facciata presenta un prospetto ben conservato, caratterizzato dal gioco chiaroscurale creato dagli aggetti di lesène e cornici. Un originale arcone a "cartocci" e volute conclude la fabbrica, creando contrasto con il resto della superficie piana. Siamo qui all’interno di un caratteristico quartiere napoletano, che, come una immensa casbah, si sviluppa seguendo via Toledo dalla parte che sale verso la collina, ed è nascosto dai bei palazzi della strada principale; in gergo tutta questa zona viene definita "i quartieri" semplicemente, oppure "i quartieri spagnoli" (perché vi si acquartierò l’esercito spagnolo giunto a Napoli al seguito del Viceré Pedro de Toledo). Si ritorna poi su via Toledo e, dopo averla attraversata, si prosegue per via Diaz, dove si trova la Chiesa di S. Maria delle Grazie a Toledo In via Medina, si impone all’attenzione dei passanti la bella facciata barocca (del 1759) della Chiesa di San Diego dell'Ospedaletto Si raggiungono, poi, piazza Matteotti, che ospita il Palazzo della Provincia e quello della Posta Centrale e, svoltando a destra, via Medina, dove troviamo la Chiesa di S. Giuseppe Maggiore (o S. Diego) e, più avanti, di fronte alla Chiesa dell’Incoronata, la Chiesa della Pietà dei Turchini Ad una navata, con cappelle laterali ed elegante cantoria sull’ingresso, la chiesa è molto semplice, pur accogliendo notevoli opere d’arte di Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Juan Do, Giacinto Diano, Battistello Caracciolo ecc.. (N.B Accanto alla chiesa della Pietà dei Turchini, sistemata in un’area di recente costruzione, si trova la Fontana del Nettuno, spostata da Piazza Borsa a causa dei lavori della Metropolitana e qui collocata. La descrizione la si trova in seguito. Si è preferito non intervenire sul testo essendo un estratto da una guida pubblicata.) Si torna indietro, oltre l’incrocio, si prende Via Monteoliveto e si svolta subito a destra per via S. Maria la Nova, che ci porta alla omonima chiesa. Prima, però, in fondo a via Monteoliveto, nella omonima piazza, di fronte alla Facoltà di Architettura (Palazzo Orsini di Gravina), vale la pena andare a vedere la Fontana di Monteoliveto Fu costruita da Donato Antonio Cafaro nel 1668. Poggia su massiccia base in piperno e presenta una vasca dal bordo mistilineo contenuto in un triangolo equilatero. Realizzata in marmo sui bordi sono girali, mascheroni ed animali marini; tre leoni versano l’acqua nell’ampia vasca ed altrettante aquile reggono le mensole dell’alta base triangolare. La sommità è dominata dalla statua in bronzo dell’infante Carlo II, ultimo re di Spagna della dinastia asburgica. Proseguendo dalla via e dalla piazza S. Maria La Nova verso l’interno, attraverso stradine tortuose, si arriva alla piazzetta Monticelli, dove accanto a Palazzo Penna si trova la Chiesa dei Santi Demetrio e Bonifacio Le vicende della Chiesa dei Santi Demetrio e Bonifacio sono sempre state molto sofferte, specie per le difficoltà economiche, per le quali si interruppero i lavori e venne modificato l’originale progetto del 1706 del Nauclerio. L’attuale sobria architettura risulta con impianto centrale a croce greca i cui bracci si chiudono ad esedra. La semplicissima facciata non offre momenti architettonici particolari ed è preceduta da un larghetto protetto da cancellata. La chiesa, attualmente sconsacrata, è utilizzata dalla Facoltà di Architettura. Ci troviamo, adesso, nei vicoli del cuore del centro antico napoletano, tra botteghe artigiane di vario tipo, bancarelle e piccoli negozi al dettaglio. A pochi passi via Mezzocannone cosiddetta per la presenza di una fontana con un cannello "o cannone" più corto del normale, denominato perciò "rnezzocannone" ci collega al corso Umberto I. All’incrocio vediamo, a sinistra, l’edificio dell’Università Federico II, e, nella piazzetta di fronte, la Chiesa di S. Pietro Martire La facciata presenta una linea leggermente curva ed è disegnata in due ordini. Il portale marmoreo, a lesène composite, è ornato da cherubino, stemma e corona in un motivo di finta finestra, con volute e conchiglia centrale. Oltre l’aggettante marcapiano è un’ampia finestra con stucchi e fantasiose lesène. L’interno, a croce latina, ha navata unica con sei cappelle laterali; quelle precedenti il transetto conservano la suggestiva struttura quattrocentesca in piperno grigio, mentre le altre recano ornamenti in stucco come le finestre che si aprono nella volta a botte della navata e nella cupola maiolicata. Tra le opere presenti ammiriamo le sculture di Jacopo Della Pila, di Bartolomeo Ordonez e le pitture di Colantonio, Sebastiano Conca e Francesco Solimena. Si raggiunge così piazza Bovio (o piazza della Borsa), con al centro la bella Fontana del Nettuno, dopo di che, in fondo a via De Gasperi, tocchiamo la Chiesa di S. Maria di Portosalvo. La Fontana del Nettuno Alla realizzazione della fontana parteciparono Michelangelo Naccherino - per la statua del Nettuno - Pietro Bernini - per i satiri, le ninfe, i cavalli marini ed i tritoni - e Cosimo Fanzago - per la balaustra, i leoni e gli stemmi. Del 1709 è l’intervento di Gennaro Ruggiano, riguardante "li giochi delli quattro monti a cavalli marini e tridenti". Continuamente rimossa da più sedi, la fontana fu sistemata nel 1889 in Piazza Bovio. Di forma circolare, si presenta su alta base con quattro gradinate diametralmente opposte, ornate da eleganti viticci a traforo su cui sono leoni recanti stemmi della città e del duca di Medina e di Carafa. Nella zona centrale è una marmorea pelle di leone con una lunga scritta in latino. Le gradinate sono raccordate da balaustre più semplici. La vasca del secondo ordine ha un perimetro mistilineo ed è ornata da mensole e stemmi - con animali acquatici, delfini e tritoni - disposti all’imbocco delle scale e, quindi, in posizioni diametralmente opposte, come le figure cavalcanti animali marini. Al centro della Fontana, su piedistallo roccioso, è la coppa con cavalli marini e maschere, sorretta da coppie di cariatidi con satiri e ninfe. Al centro della coppa troneggia Nettuno col tridente. In via De Gasperi, alla fine di via Marina, si trova la piccola e graziosa Chiesa di S. Maria di Portosalvo Molto belle le coperture della cupola e del piccolo campanile ottenute con mattonelle maiolicate. L’interno ad una navata ha un interessante soffitto. Nella cupola è un affresco di Battistello Caracciolo con la Gloria della Vergine, mentre nei peducci sono affreschi di Nicola Russo eseguiti nel 1689. Il presbiterio ha una bella balaustra in marmi colorati, pietre e madreperle opera di Dioniso Lazzari (1647). Sull’altare maggiore una tavola cinquecentesca rappresenta S. Maria di Portosalvo. Nei pressi della chiesa sono la bella fontana cinquecentesca della Lumaca e un obelisco in piperno con decorazioni in marmo bianco, innalzato in ricordo del ritorno dei Borbone a Napoli, dopo il fallimento della Rivoluzione Partenopea del 1799. pagina seguente > |